La Valdichiana

La Valdichiana, esteso palcoscenico naturale racchiuso tra le valli Senesi e il lago Trasimeno,   è la valle più a sud della provincia di Arezzo. Le antiche popolazioni che nel corso dei secoli abitarono questa valle hanno lasciato incantevoli e meravigliose testimonianze in numerose cittadine della zona. Molte di queste, tra cui Cortona e Castiglion Fiorentino in particolare, raccolgono nei loro musei manufatti etruschi tra i più particolari…

Nel XVI secolo la Valdichiana divenne territorio Mediceo, dopo essere stato aspro anfiteatro di lotte tra Perugini, Aretini e Fiorentini. Paesini e borghi medievali come Cortona, Castiglion Fiorentino, Civitella in Valdichiana custodiscono capolavori artistici come la rinomata “Annunciazione” del Beato Angelico, tutt’ora visitabile ne Museo Diocesano a Cortona.

Inoltre possiamo menzionare alcuni grandi artisti che nacquero nei borghi toscani della Valdichiana: a Cortona Pietro Berrettini, Gino Severini, Luca Signorelli. A Monte San Savino nacque un grande scultore rinascimentale, Andrea Contucci detto il Sansovino…

Luoghi da visitare in Cortona: “Tanella di Pitagora”

La rinomata “Tanella di Pitagora”, a cui si accede attraverso un suggestivo viale di cipressi, si trova vicino all’incrocio delle Cinque Vie, lungo la strada che usciva da porta Sant’Agostino. Il nome deriva dalla probabile confusione tra i nomi di Cortona e Crotone, dove si diceva avesse avuto dimora il filosofo Pitagora e nella quale ebbe origine la sua scuola. In ogni caso, comunque, già a partire dal XVI secolo, la tradizione popolare identificava già questo sepolcro come la residenza di Pitagora. La costruzione, databile intorno al II secolo a.C., si fonda su un basamento circolare di circa 23 metri di perimetro e 8 di diametro.

Il tamburo conteneva una camera sepolcrale rettangolare, coperta da una volta a botte, con sei nicchie alle pareti utilizzate come urne cinerarie, i cui resti non sono stati rinvenuti prima di alcuni scavi ottocenteschi.

Alla camera tombale si accedeva attraverso un breve corridoio ed una soglia in pietra atta a formare un architrave monolitico, con resti di fori per i cardini della porta. La volta a botte non è costruita con la solita tecnica a cunei bensì  è costituita da due blocchi semicircolari e con cinque monoliti posti sopra in maniera trasversale. Attorno al  1808 la Tanella di Pitagora subì gravi danneggiamenti per non dire veri e propri atti vandalici ad opera di alcuni soldati francesi, durante il loro passaggio verso Roma, e, nonostante i successivi restauri, di questo soffitto a volta si conserva oggi solo una parte.

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Cortona nella sua più antica testimonianza preromana.

Gli alti colli erano una volta i luoghi abitabili per eccellenza, questo perché la pianura occupata per lo più da acqua e fango rendeva difficile lo stabilizzarsi e rallentava il progetto di mettere a profitto la forza produttiva della terra. Il dorso dei colli, invece, con i suoi verdeggianti manti di florida vegetazione invitava gli uomini a costruire lì le loro dimore.

Difatti la più antica memoria di Cortona ci testimonia che fu città degli Umbri, i popoli più antichi d’Italia. (c’è tuttavia chi afferma che fu fondata da Giano, chi da Crano, nipote di Noè, chi Ercole, chi altri…).

Il nome di questi Popoli, secondo testimonianza di Plinio, denota come costoro scamparono alle acque che inondarono la terra.

Il nome che negli anni fu attribuito alla città di Cortona varia a seconda degli autori e scrittori Greci o Latini: Croton e Cotornia per Dionisio, Curtonion per Polibio, Cortona per Livio, Corythum per Virgilio. Variazioni che debbono essere attribuite alla diversità dei linguaggi, eccettuato il nome Corythum che appella ad un antico Eroe o Principe da cui, leggenda vuole, nacque quel Dardano che, come narra Virgilio, diede origine a Troia ( da qui il detto “Cortona è la mamma di Troia e la nonna di Roma”).

Cortona dal dominio degli Umbri passò, secondo gli scritti di Dionisio sotto al dominio dei Pelasghi, antico popolo Greco. Tale dominazione non fu però molto lunga e Cortona fu conquistata, anni avanti l’edificazione Romana, dagli Etruschi, i quali erano cresciuti in forza e potenza addirittura due secoli prima le Guerre Troiane. Cortona era ricca e vigorosa, ne fanno fede le forti mura che tutt’ora la circondano e gli Ipogei grandiosi che si mostrano ancora nelle sue vicinanze. Inoltre sotto il governo Etrusco crebbe in lustro e forza.  I bronzi, le urne scavate nel suo territorio ed altri monumenti d’arte e del costume Etrusco, mostrano ad ognuno che per ricchezza e ingegno nelle belle arti, Cortona non era certo inferiore ad alcun altra, ma anzi, a molte era addirittura superiore. Non mancano di sicuro testimonianze di scrittori ad attestare quanto fosse fiorente, giungendo a definirla Metropoli della Tirrenia, Prima Città dell’Italia e cosi via…

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