La rinomata “Tanella di Pitagora”, a cui si accede attraverso un suggestivo viale di cipressi, si trova vicino all’incrocio delle Cinque Vie, lungo la strada che usciva da porta Sant’Agostino. Il nome deriva dalla probabile confusione tra i nomi di Cortona e Crotone, dove si diceva avesse avuto dimora il filosofo Pitagora e nella quale ebbe origine la sua scuola. In ogni caso, comunque, già a partire dal XVI secolo, la tradizione popolare identificava già questo sepolcro come la residenza di Pitagora. La costruzione, databile intorno al II secolo a.C., si fonda su un basamento circolare di circa 23 metri di perimetro e 8 di diametro.
Il tamburo conteneva una camera sepolcrale rettangolare, coperta da una volta a botte, con sei nicchie alle pareti utilizzate come urne cinerarie, i cui resti non sono stati rinvenuti prima di alcuni scavi ottocenteschi.
Alla camera tombale si accedeva attraverso un breve corridoio ed una soglia in pietra atta a formare un architrave monolitico, con resti di fori per i cardini della porta. La volta a botte non è costruita con la solita tecnica a cunei bensì è costituita da due blocchi semicircolari e con cinque monoliti posti sopra in maniera trasversale. Attorno al 1808 la Tanella di Pitagora subì gravi danneggiamenti per non dire veri e propri atti vandalici ad opera di alcuni soldati francesi, durante il loro passaggio verso Roma, e, nonostante i successivi restauri, di questo soffitto a volta si conserva oggi solo una parte.
Foto by “dick pountain” from Flickr.com


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